Contatore parole

Incollare o scrivere il testo qui sotto: parole, caratteri, frasi, paragrafi e tempo di lettura si aggiornano dal vivo mentre si scrive. Funziona direttamente nel browser; niente viene caricato.

0 Parole
0 Caratteri
0 Caratteri (senza spazi)
0 Frasi
0 Paragrafi
0 sec Tempo di lettura

Limiti delle piattaforme (caratteri)

  • X (Twitter) 0 / 280
  • Didascalia Instagram 0 / 2200
  • Post LinkedIn 0 / 3000
  • Meta description 0 / 160
  • Post Facebook 0 / 63206

Come usare il contatore parole

Scrivere o incollare il testo nel riquadro. Ogni valore si aggiorna subito, senza premere nessun pulsante. Le barre dei limiti si riempiono man mano che il numero di caratteri si avvicina al tetto di ogni piattaforma: verde sotto il 75%, arancione tra il 75% e il 90%, rosso oltre il 90%.

Che cosa viene contato

  • Parole — sequenze di caratteri senza spazi, separate da spazi, tabulazioni o a capo. I numeri e le parole con il trattino contano come una parola ciascuna.
  • Caratteri (con spazi) — ogni codepoint Unicode, spazi e punteggiatura compresi. È il numero che quasi tutti i social usano per i loro limiti.
  • Caratteri (senza spazi) — gli stessi codepoint, ma senza spazi, tabulazioni e a capo. Servono per i budget di caratteri della SEO e per l'indice di leggibilità Gulpease.
  • Frasi — porzioni di testo che finiscono con ". ! ?" seguito da uno spazio o dalla fine del testo.
  • Paragrafi — blocchi di testo separati da una o più righe vuote.
  • Tempo di lettura — numero di parole ÷ 200 parole al minuto (la velocità media di un adulto che legge sullo schermo).

Limiti di caratteri delle piattaforme

Piattaforma / contesto Limite di caratteri Note
X (Twitter)280Gli indirizzi web contano 23 caratteri, qualunque sia la loro lunghezza.
Didascalia Instagram2.200Senza toccare "altro" si vedono solo i primi 125 caratteri.
Post LinkedIn3.000Prima di "vedi altro" restano visibili i primi 210 caratteri.
Meta description~160Google può tagliare intorno ai 160 caratteri: meglio stare tra 120 e 155.
Post Facebook63.206I post lunghi vengono ripiegati; la lunghezza ideale sta sotto i 500 caratteri.

Che cosa conta davvero come "parola"?

Quasi tutti i contatori di parole sul web — questo compreso — considerano parola ogni sequenza di caratteri senza spazi, delimitata da spazi, tabulazioni o a capo. Si chiama tokenizzazione per spazi e, per l'italiano e per le altre lingue che separano le parole con uno spazio, corrisponde a quello che si intende di solito per "parola". Qualche caso limite però esiste: una parola composta con il trattino come socio-economico, un indirizzo web, un indirizzo email e un numero come 3.14 valgono un pezzo solo, perché nessuno di loro contiene uno spazio all'interno.

In italiano c'è un caso limite tutto nostro: l'apostrofo. Forme come l'anno, dell'acqua o un'idea sono due parole per la grammatica, ma per questo conteggio ne valgono una, perché al loro interno non c'è nessuno spazio. Un testo pieno di preposizioni articolate risulta quindi appena più corto di quanto ci si aspetti. Vale il contrario per le locuzioni scritte staccate, come per lo meno o d'ora in poi: qui il conteggio vede tre parole dove il senso ne esprime una sola.

La tokenizzazione per spazi non funziona affatto con le lingue che non mettono spazi tra le parole. Il cinese, il giapponese e il thai — insieme a khmer, lao e birmano — si scrivono come catene continue di caratteri, e dove finisce una parola lo deve capire chi legge. Una frase cinese di quaranta caratteri può contenere un solo spazio o nessuno, quindi un conteggio basato sugli spazi la darebbe come una o due "parole", il che non ha senso. Per dividere quelle scritture in parole vere serve un dizionario o un programma statistico, non una semplice separazione sugli spazi. Per questo, nei testi cinesi, giapponesi e thai, la misura che conta davvero è il numero di caratteri, e le piattaforme si adeguano: Medium, per esempio, quando stima il tempo di lettura per cinese, giapponese e coreano passa dalle parole al minuto a circa 500 caratteri al minuto. Chi lavora in una di queste lingue faccia riferimento al numero di caratteri di questa pagina, non a quello delle parole.

Tempo di lettura e tempo di parlato: che cosa dice la ricerca

Questo strumento stima il tempo di lettura a 200 parole al minuto, un ritmo scelto apposta con prudenza, adatto ai testi del web che spesso si leggono di corsa. La prova più solida oggi disponibile arriva dalla meta-analisi di Marc Brysbaert del 2019, "How many words do we read per minute?", pubblicata sul Journal of Memory and Language, che mette insieme 190 studi e 18.573 partecipanti. Ne risulta che un adulto che legge in silenzio un testo in inglese arriva in media a circa 238 parole al minuto con la saggistica e a 260 parole al minuto con la narrativa, e che la maggior parte dei lettori sta tra 175 e 320 parole al minuto. Leggere ad alta voce è più lento, circa 183 parole al minuto, perché è la voce a fare da collo di bottiglia. Bambini, persone anziane e chi legge in una lingua straniera vanno più piano ancora, quindi un numero unico valido per tutti resterà sempre una stima.

Questi dati riguardano l'inglese. Le parole italiane sono in media un po' più lunghe, perciò lo stesso testo in italiano richiede di solito qualche secondo in più: le 200 parole al minuto usate qui vanno prese come un ordine di grandezza, non come una misura precisa.

Parlare è più lento del leggere in silenzio, perché la bocca non tiene il passo dell'occhio. Una conversazione in inglese viaggia intorno alle 150 parole al minuto; il riferimento molto citato della American Speech-Language-Hearing Association per una presentazione chiara si avvicina alle 130 parole al minuto; chi legge audiolibri e chi fa podcast di solito sta tra 150 e 160 parole al minuto; e chi parla a TED arriva in media a circa 163 parole al minuto. Per un copione conviene dividere il numero di parole per la velocità di parlato a cui si punta, non per quella di lettura: un intervento da 1.500 parole a 130 parole al minuto dura circa 11–12 minuti, non i 7,5 minuti suggeriti dalla stima di lettura.

AttivitàRitmo tipico (parole/minuto)Fonte / nota
Lettura in silenzio, saggistica~238Meta-analisi Brysbaert 2019
Lettura in silenzio, narrativa~260Meta-analisi Brysbaert 2019
Lettura ad alta voce~183Meta-analisi Brysbaert 2019
Stima del tempo di lettura di Medium265Più ~12 secondi per la prima immagine
Conversazione~150National Center for Voice and Speech
Presentazione / lezione~130Riferimento ASHA per la chiarezza
Podcast / audiolibro150–160Ritmo vivace senza perdere in chiarezza

Sono medie su tante persone, non limiti fissi; la velocità di ciascuno cambia con la difficoltà del testo, con quanto lo si conosce e con il motivo per cui lo si legge. Qualsiasi indicazione di tempo di lettura — qui o su una piattaforma editoriale — va presa come una stima gentile, non come una misura.

Limiti di caratteri oltre i social: SMS, ricerca e annunci

Le barre qui sopra coprono i social più grandi, ma parecchi altri contesti impongono il loro budget di caratteri, e alcuni si comportano in modo sorprendente.

Gli SMS sono la trappola classica. Un singolo SMS scritto con l'alfabeto standard GSM-7 contiene 160 caratteri; basta però un solo carattere fuori da quell'alfabeto — quasi tutte le emoji o qualsiasi scrittura non latina — perché l'intero messaggio passi alla codifica UCS-2 (16 bit) e il limite scenda a 70 caratteri. I messaggi più lunghi vengono spezzati in segmenti e poi ricuciti, e una parte di ogni segmento se ne va in un'intestazione: i messaggi GSM-7 concatenati portano 153 caratteri per segmento, quelli UCS-2 solo 67. Così un messaggio di 75 caratteri pieno di emoji può costare due segmenti, mentre la stessa lunghezza in testo semplice ne costerebbe uno.

Per l'italiano c'è un dettaglio che vale la pena conoscere: le vocali accentate minuscole à è é ì ò ù fanno parte dell'alfabeto GSM-7 e non creano nessun problema. Le maiuscole accentate invece no: È, À, Ì, Ò e Ù non ci sono (l'unica ammessa è É). Un semplice "È" a inizio frase basta quindi a far scattare la codifica UCS-2 e a portare il limite da 160 a 70 caratteri. Per questo molti sistemi di invio sostituiscono la È con E'.

I risultati di ricerca non si misurano in caratteri, ma in pixel. Da computer Google mostra il titolo di una pagina fino a circa 600 pixel di larghezza — di solito 50–60 caratteri — e la meta description fino a circa 920 pixel, cioè più o meno 155–158 caratteri (da telefono si scende verso 120). Siccome le lettere larghe come la M e la W occupano più pixel della i o della l, due titoli con lo stesso numero di caratteri possono venire tagliati in punti diversi. Google Ads è più severo e conta direttamente i caratteri: ogni titolo di un annuncio adattabile della rete di ricerca si ferma a 30 caratteri, ogni descrizione a 90, e i caratteri cinesi, giapponesi e coreani, che occupano il doppio dello spazio, valgono due.

ContestoLimiteNote
SMS, GSM-7 (singolo)160 caratteri153 per segmento se il messaggio è concatenato
SMS, UCS-2 (singolo)70 caratteri67 per segmento; scatta con le emoji, con la È maiuscola o con scritture non latine
Titolo della pagina per la SEO~50–60 caratteriMisurato su ~600 px di larghezza, non in caratteri
Meta description~155 caratteri~920 px da computer; ~120 da telefono
Titolo Google Ads30 caratteriFino a 15 per annuncio adattabile della rete di ricerca
Descrizione Google Ads90 caratteriFino a 4 per annuncio
Biografia su X / Twitter160 caratteriNome visualizzato 50, nome utente 15

I limiti delle piattaforme cambiano senza troppo preavviso — X ha alzato il limite dei post da 140 a 280 caratteri nel 2017 e oggi lascia pubblicare fino a 25.000 caratteri agli account a pagamento — quindi prima di una pubblicazione importante conviene sempre controllare la documentazione aggiornata della piattaforma.

Perché un'emoji può contare due caratteri (o più)

Chi ha provato a incollare una sola emoji dentro un modulo e ha visto il contatore salire di due ha incontrato una delle stranezze più profonde della gestione dei testi: "carattere" non è una cosa sola. Ci sono tre unità diverse che possono legittimamente prendersi questo nome, e spesso non vanno d'accordo tra loro.

  • Unità di codice UTF-16 — quello che restituisce davvero string.length in JavaScript. Ogni unità occupa 16 bit e arriva a indicare valori fino a U+FFFF.
  • Codepoint Unicode — i caratteri logici dello standard, numerati da U+0000 fino a U+10FFFF. Tutto quello che sta sopra U+FFFF (quasi tutte le emoji, molte scritture rare) non entra in un'unità da 16 bit, quindi JavaScript lo salva come coppia surrogata di due unità. La faccina sorridente U+1F600 viene salvata come la coppia 😀 e per questo la sua .length è 2.
  • Grafemi — quello che una persona vede come un carattere unico, definito nell'Unicode Standard Annex #29 ("Unicode Text Segmentation"). Un grafema può essere formato da più codepoint.

La distanza tra questi tre livelli cresce in fretta. Una bandiera nazionale come quella del Regno Unito è fatta di due codepoint indicatori di regione (U+1F1EC e U+1F1E7), cioè quattro unità UTF-16, ma un grafema solo. Una mano che saluta con il colore della pelle è l'emoji di base più un codepoint che la modifica. Un'emoji di famiglia nasce incollando più persone con il carattere invisibile U+200D: la famiglia uomo-donna-bambina è cinque codepoint, con un secondo figlio si arriva a sette, e resta comunque un unico grafema che chiunque conterebbe come un carattere.

TestoGrafemi (per una persona)CodepointJS .length (UTF-16)
perché (é già accentata)666
perché (e + accento separato)677
😀 faccina sorridente112
🇬🇧 bandiera del Regno Unito124
👨‍👩‍👧 famiglia158

Questo contatore conta i caratteri per codepoint, cioè con la stessa unità che quasi tutti i social usano per i loro limiti: i suoi numeri corrispondono quindi a quello che X o Instagram accetteranno. A chi serve invece il conteggio così come lo vede una persona, i browser moderni offrono Intl.Segmenter con granularità a grafemi; e scorrere una stringa con la sintassi [...text] la percorre per codepoint invece che per unità di codice.

Il conteggio parole per chi scrive: cartelle e lunghezza dei testi

L'editoria e l'università ragionano ancora per pagine, e il ponte tra numero di parole e numero di pagine è una vecchia convenzione. In Italia l'unità di misura è la cartella editoriale: 1.800 battute spazi inclusi, cioè 30 righe da 60 battute, che corrispondono grosso modo a 250–300 parole. Nel lavoro di traduzione e in ambito commerciale si usa spesso la cartella da 1.500 battute (25 righe da 60). Poiché la cartella si misura in battute e non in parole, il valore da guardare qui sopra è quello dei caratteri con spazi.

Nel mondo di lingua inglese la convenzione corrispondente è di 250 parole per pagina a interlinea doppia, in corpo 12 e con margini di un pollice — un numero che viene dai vecchi caratteri da macchina da scrivere come il Courier. I caratteri moderni, in cui ogni lettera ha la sua larghezza, fanno stare molto di più sulla stessa pagina, tanto che un documento vero con quelle impostazioni arriva anche a 300–400 parole per pagina; redazioni e agenzie continuano comunque a usare la regola delle 250 parole, perché dà una stima stabile che non dipende dal carattere scelto.

Quando si progetta un testo è utile conoscere gli ordini di grandezza, anche se ogni numero cambia con il genere e con l'editore:

  • Una cartella editoriale ≈ 1.800 battute spazi inclusi ≈ 250–300 parole.
  • Un tipico articolo di blog da 500 parole ≈ 2 cartelle, circa due minuti e mezzo di lettura.
  • I temi e gli elaborati universitari oggi si assegnano quasi sempre in parole (per esempio 1.500–2.500) invece che in pagine.
  • La narrativa brevissima sta sotto le ~1.000 parole; un racconto va all'incirca da 1.000 a 7.500.
  • La maggior parte dei romanzi per adulti sta tra 70.000 e 100.000 parole, con 80.000–90.000 come obiettivo frequente.

Visto che sono abitudini e non regole, conviene usare il conteggio dal vivo qui sopra per centrare un obiettivo preciso e trattare come approssimativa qualsiasi stima in pagine.

Densità delle parole chiave e leggibilità

Chi scrive pensando alla ricerca chiede spesso quale "densità di parole chiave" — cioè quale percentuale di parole deve corrispondere all'espressione su cui si punta — sia quella giusta. La risposta onesta è che un numero da centrare non esiste. Le regole antispam di Google trattano il keyword stuffing (ripetere le parole in modo forzato per spingere il posizionamento) come una violazione che può danneggiare una pagina invece di aiutarla, quindi l'obiettivo è scrivere in modo naturale, non rispettare una proporzione. Il contatore resta comunque utile: permette di verificare che un articolo da 1.200 parole abbia davvero qualcosa da dire, e che l'espressione su cui ci si appoggia non torni così spesso da rendere il testo faticoso.

Una misura più costruttiva è la leggibilità. La più conosciuta è il Flesch Reading Ease, ideato da Rudolf Flesch nel 1948, che premia le frasi corte e le parole corte. La sua formula è:

206.835 − 1.015 × (words ÷ sentences) − 84.6 × (syllables ÷ words)

I due dati che servono sono la lunghezza media delle frasi (parole totali diviso frasi totali) e il numero medio di sillabe per parola. Il punteggio va da 0 a 100: sopra 90 il testo si legge molto facilmente, intorno a 60 è una lingua semplice che un ragazzo di 13–15 anni segue senza fatica, sotto 30 diventa prosa densa e accademica. Le frasi e le parole contate in questa pagina danno subito la prima metà del calcolo: è un modo rapido per accorgersi se la frase media ha superato le 20 parole, la soglia oltre la quale la leggibilità di solito peggiora.

Per l'italiano esiste però una formula pensata apposta, l'indice Gulpease, messo a punto nel 1988 dal Gruppo Universitario Linguistico Pedagogico dell'Università La Sapienza di Roma. Al posto delle sillabe, difficili da contare in automatico, usa le lettere:

89 + (300 × frasi − 10 × lettere) ÷ parole

Anche qui il punteggio va da 0 a 100. Sotto 80 il testo risulta difficile per chi ha la licenza elementare, sotto 60 per chi ha la licenza media, sotto 40 per chi ha il diploma superiore. I tre numeri che servono ci sono tutti nel riquadro in cima a questa pagina: le lettere sono i caratteri senza spazi, e frasi e parole si leggono accanto.

Domande frequenti

Come vengono contate le parole?
Una parola è una sequenza di caratteri senza spazi, delimitata da spazi, tabulazioni o a capo. I numeri ("123"), le parole con il trattino ("socio-economico") e le forme con l'apostrofo ("dell'anno") contano come una parola ciascuna. Le righe vuote e gli spazi all'inizio e alla fine non aumentano il totale. Attenzione: "dell'anno" per la grammatica sono due parole, ma qui vale una sola, perché al suo interno non c'è nessuno spazio.
Come si calcola il tempo di lettura?
Il tempo di lettura usa una velocità di 200 parole al minuto, la media di un adulto che legge in silenzio un testo sullo schermo. La ricerca (Trauzettel-Klosinski e Dietz, 2012) indica una media tra 200 e 300 parole al minuto: 200 dà una stima tranquilla, che non rischia di sembrare troppo ottimista. Le parole italiane sono in media un po' più lunghe di quelle inglesi, quindi conviene leggere il risultato come un ordine di grandezza.
Il conteggio dei caratteri include gli spazi?
Vengono mostrati tutti e due i valori. "Caratteri" è il totale, spazi compresi, ed è il numero che quasi tutte le piattaforme (X, Instagram, LinkedIn) usano per i loro limiti. "Caratteri (senza spazi)" toglie spazi, tabulazioni e a capo: serve per i budget di caratteri della SEO, dove gli spazi non aggiungono nulla, e per l'indice Gulpease di leggibilità, che si calcola sulle lettere.
Il testo viene inviato a un server?
No. Tutto il conteggio avviene con JavaScript direttamente nel browser. Il testo non esce mai dal dispositivo, non viene salvato e non viene registrato da nessuna parte: si può incollare senza problemi anche una tesi ancora da consegnare o una lettera di presentazione.
Perché a volte le frasi sembrano poche?
Le frasi vengono separate su ". ! ?" seguito da uno spazio o dalla fine del testo. Le abbreviazioni dentro una frase, come "ecc." oppure "S.p.A.", assomigliano a una fine di frase per questa regola. È un limite noto di qualunque conteggio basato solo sulla punteggiatura. Prima di consegnare un testo importante, conviene sempre ricontrollarlo di persona.

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